Hanno collaborato per la stesura di questa sintetica ma esaustiva scheda sul cane carlino tutti gli amici dell'Ugoforum, in particolare: Tasmanian, Leuccio, Marzak, Ringhio, Sophie, CarlinoBobo, Semola, Mammaugo.
Un caloroso ringraziamento a tutti.
Le origini del cane Carlino sono molto discusse: c'è chi lo vuole discendente dall'Alano o dal Piccolo Danese, c’è chi lo definisce una miniatura del Dogue de Bordeaux e chi invece ritiene sia un Mastino ridotto alle minime dimensioni (sembrerebbe che il Carlino e il Mastino abbiano origini in comune, essendo entrambi provenienti dallo stesso antichissimo ceppo asiatico).
Si pensa sia arrivato in Europa intorno agli inizi del 1600, importato in Olanda dai commercianti delle Compagnie delle Indie di ritorno dalla Cina.
In poco tempo divenne molto di moda tra i regnanti europei, specialmente dopo il matrimonio di Guglielmo II d’Orange e di Enrichetta Maria Stuarda, figlia primogenita di Carlo I, avvenuto a metà del XVII secolo. Il carlino è infatti quel simpatico cane da grembo che si trova in molte le rappresentazioni pittoriche fra le braccia di principesse e regine (ancora oggi è possibile vedere a Hampton-Court il ritratto di re Giorgio III di fianco a un Carlino). Nel 1883 nasce in Inghilterra il primo club del Carlino e nel 1887 viene redatto il primo standard ufficiale della razza.
Il Carlino (noto in anche con il nome di Mops che in tedesco starebbe a significare "musetto" o "aspetto corrucciato", e con il nome di Pug o Pug-Dog, che in inglese significherebbe "cosa piccola" o "cane piccolo") prende il nome da una maschera celebre ai tempi di Arlecchino, che si presentava anch'essa rotonda, buffa e con mascherina nera.
Chi è alla ricerca di un compagno vivace e sempre pronto al gioco e all’avventura troverà nel cane carlino una grande soddisfazione.
Si può dire infatti che il Carlino sia un cane dall’umore costante: il suo carattere è tranquillo e allegro. Inoltre, manifesta il suo affetto nei confronti del padrone con un atteggiamento estremamente tenero.
E' un cane dolce, coccolone, intelligente e giocerellone: per questo cane non esistono stranieri, anche se il padrone rimane la persona che preferisce. Tutta questa riconoscenza nei confronti del padrone lo porta però a instaurare un rapporto esclusivo con una sola persona, per cui è indispensabile abituarlo fin da cucciolo a socializzare con tutti gli altri membri della famiglia.
L’insaziabile vivacità del cucciolo è destinata ad assopirsi nel corso degli anni, fino a quando il cane assumerà un atteggiamento pressoché tranquillo: è infatti risaputo che con l’avanzare dell’età, il carlino ama dormire per ore ed ore.
Il suo atteggiamento fa sì che sia tra i cani più consigliati per chi ama viaggiare: se tenuto insieme alla famiglia a tempo pieno non da nessun problema. E’ una razza, senza dubbio, adatta a stare insieme ai bambini: alcuni scrittori lo hanno addirittura definito il “cane giocattolo”, data la sua mole e il suo temperamento.
In breve, si tratta di una razza affascinante sia per la sua particolare morfologia sia per il suo struggente carattere: alcuni padroni di cani carlini dicono che gli atteggiamenti dei loro cani sono molto “umani”. A quanto pare, gli manca solo la parola.
Il carlino è un molosso in miniatura, per tanto i problemi di salute che interessano questa razza riguardano sopratutto l'aerea della testa.
Il muso: i suoi occhi prominenti vengono facilmente irritati dalla polvere e dalle correnti d'aria (non bisogna escludere eventuali problemi di palpebra che si arrotola o di ciglia impiantate male). Per queste ragioni gli occhi del cane carlino devono essere tenuti puliti e controllati spesso.
Le pieghe della pelle del muso, sopratutto sopra il tartufo, devono essere regolarmente pulite, per evitare che siano veicolo d'infezione.
Altro punto debole del carlino sono le orecchie, spesso soggette a otiti e dermatiti: anche per questa parte del corpo, si consiglia una frequente pulizia, per evitare che il problema, se trascurato, si acutizzi.
Non è da sottovalutare neanche la conformazione delle narici, a volte strette o di misura inferiore allo standard: questo difetto può determinare piccoli problemi di respirazione che con il caldo tendono ad accentuarsi. È proprio la forma del naso che causa quel buffo russare che è tipico del cane carlino!
I denti: il carlino, come la maggior parte dei cani di piccola taglia, spesso presenta dei problemi alla dentatura. È quindi necessario controllare che si verifichi il cambio dei denti da latte (normalmente tra il terzo e il settimo mese di vita); se ciò non avviene occorre asportare i denti da latte persistenti.
Gli arti: particolarmente molto diffusa è la displasia dell'anca: una malattia ereditaria che colpisce le articolazioni e che determina una zoppaggine, più o meno evidente, agli arti posteriori.
Per completezza, bisogna citare un’ultima possibile patologia: il cane carlino è soggetto a problemi dermatologici, come dermatiti e micosi.
Rogna rossa: una dermatite molto diffusa in questa razza è la demodicosi, più comunemente chiamata “rogna rossa”. Si tratta di una malattia provocata da un acaro parassita chiamato Demodex canis. Il Demodex vive principalmente nel follicolo pilifero dove si riproduce e causa la caduta del pelo. Non è una malattia contagiosa nè per l'uomo nè per gli altri animali. Il contagio avviene solo nei primi 2-3 giorni di vita del cucciolo durante l'allattamento, per contatto diretto con la madre portatrice della malattia: infatti è visibile sul muso dei cucciolini già a 16 ore di vita.
I cuccioli nati per parto cesareo da madri infestate e allontanati subito non contraggono la malattia.
Il parassita può essere presente in numero ridotto nella pelle di molti cani sani, senza per questo dare origine alla malattia. Tuttavia, in alcuni soggetti si moltiplica a dismisura
dando la tipica sintomatologia: piccole pustole, arrossamento cutaneo, desquamazione, diradamento del pelo (prima compare sulla testa, sul collo e sui gomiti, poi si estende agli arti e alle zampe).
Si stanno ancora studiando le cause scatenanti di questa malattia; tuttavia sembra ormai accertato che esiste una predisposizione ereditaria legata a questa razza (come a molte altre razze a pelo corto – ad esempio bulldog, boxer, dalmata, bassotto, collie, beagle, pastore tedesco ed altri), così come è constatato che alcuni fattori stressanti o debilitanti (generalmente legati all’età puberale) agiscono sul sistema immunitario abbassandone le difese e favorendo la proliferazione dell’acaro parassita.
In natura il cane usa pulirsi da solo grattandosi, leccandosi, rotolandosi...... ma a questo, purtroppo, non basta. Il padrone di un cane carlino ha il compito di conservarne la "bellezza" con una mirata toelettatura del suo amico a quattro zampe.
Cominciamo dal manto: il Carlino, avendo un pelo corto, liscio e fitto, richiede un'accurata, ma non impegnativa toelettatura settimanale, che diventerà più frequente nel periodo delle due abbondanti mute (primavera e autunno).
Per la pulitura del mantello è meglio usare una spazzola in gomma: bisogna passarla contropelo in modo da portare in superficie il pelo morto e i detriti. Fatta questa operazione, con una spazzola in setola si passa tutto il manto, dalla testa alla coda, così da asportare definitivamente gli ultimi rimasugli di sporco. Infine, per completare la pulizia bisogna accarezzare il cane con una pelle di camoscio: dona lucentezza al pelo.
Il carlino d'inverno è solito indossare dei simpatici cappottini che, oltre a dare un tocco di frivola eleganza a lui e al padrone, aiutano il manto a proteggerlo dal freddo pungente (anche se alcuni carlini preferiscono di gran lunga il clima freddo all’afa estiva).
L’ora del bagnetto: dopo aver spazzolato il cane e, per precauzione, messo nelle orecchie dei batuffoli di cotone si bagna il mantello del cane con acqua calda, poi si insapona bene con uno shampoo specifico tralasciando la testa ed evitando di schizzare acqua e sapone negli occhi. La testa deve essere insaponata successivamente con un prodotto che non dia bruciore.
Una volta lavato il manto, si risciacqua il cane con acqua calda partendo dalla testa. Frizionare e strizzare il manto del cane con le mani e risciacquarlo nuovamente. Ultimo step: ristrizzarlo perfettamente e avvolgerlo in un asciugamano, frizionando energicamente. Togliere i batuffoli dalle orecchie e asciugarle attentamente.
Se il clima non permette una asciugatura al sole (rigorosamente solo con il solleone estivo!), si deve asciugare il cane con un phon a basso getto d'aria e non molto caldo. È importante in questa fase tener mosso e frizionare il pelo con le mani. Terminata la “messa in piega” bisogna assicurarsi che siano ben asciutti il sotto pelo e la cute e, soprattutto, evitare che alla prima corsa si rotoli per terra!!!
Pulito il manto, la toelettatura continua. Qui di seguito, un breve memorandum delle parti del corpo da tenere pulite:
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