Ugoclub - il sito del canecarlino

Il cane carlino

Hanno collaborato per la stesura di questa sintetica ma esaustiva scheda sul cane carlino tutti gli amici dell'Ugoforum, in particolare: Tasmanian, Leuccio, Marzak, Ringhio, Sophie, CarlinoBobo, Semola, Mammaugo.
Un caloroso ringraziamento a tutti.

Lo Standard del carlino

  • Aspetto generale: robusto e quadrato, dalla struttura solida e dalla muscolatura compatta. Il grande fascino che sofggia nel portamento denota dignità e intelligenza.
  • Testa: grande, tondeggiante e massiccia.
  • Occhi: scuri, molto grandi, di forma globosa e con espressione dolce.
  • Orecchie: piccole, triangolari e morbide come velluto. Esistono due varietà: le “orecchie a rosa”, piccole e ripiegate all’indietro rivelando la voluta interna, e le “orecchie a bottone”, con i lobi piegati in avanti, la punta rivolta verso l’occhio e aderente al cranio che copre l’orifizio.
  • Collo: leggermente arcuato a criniera, robusto, muscoloso e grosso, ma abbastanza lungo da portare fieramente la testa.
  • Bocca: mandibola larga con incisivi quasi in linea retta; mentre un leggero prognatismo (quando la mascella appare più corta della mandibola), la mandibola deviata, i denti e la lingua visibili sono tutti difetti indesiderabili.
  • Tartufo: largo e di colore nero, con narici ben aperte.
  • Tronco: corto e tarchiato, con torace ampio e buon costato. Linea superiore orizzontale né inarcata, né insellata.
  • Arti anteriori: molto robusti e diritti, di lunghezza moderata ben sotto il corpo.
  • Arti posteriori: con cosce larghe e garretti vicini a terra; molto robusti, di lunghezza moderata con grasselle ben flesse; diritti e paralleli visti da dietro.
  • Piedi: né lunghi, né rotondi, dita ben divise, unghie nere.
  • Coda: detta a spirale, è attaccata in alto a forma di un riccio, il più possibile serrato all’anca. Il doppio giro è un carattere molto esclusivo e ricercato.
  • Mantello: pelo fine, liscio, morbido, corto e lucente.
  • Colore: argento, albicocca, fulvo o nero. Mascherina e nei del viso sono il più neri possibile.
  • Peso: il peso ideale varia da 6,6 a 8,1 kg. Altezza al garrese circa 35 cm. ANDATURA: guardandolo davanti, il cane deve alzarsi e abbassarsi con gli arti ben sotto le spalle e i piedi devono essere rivolti in avanti (né indietro, né verso l’esterno). Anche osservandolo da dietro, i suoi movimenti devono essere altrettanto precisi. Gli arti anteriori devono avere una buona estensione, mentre quelli posteriori si muovono con scioltezza usando bene le grasselle. L’andatura è caratterizzata da un leggero rollio del treno posteriore.

Origini del carlino - un po’ di storia
(modello di questo paragrafo : Ugo... raccomandato)

Ugo mentre studia storiaLe origini del cane Carlino sono molto discusse: c'è chi lo vuole discendente dall'Alano o dal Piccolo Danese, c’è chi lo definisce una miniatura del Dogue de Bordeaux e chi invece ritiene sia un Mastino ridotto alle minime dimensioni (sembrerebbe che il Carlino e il Mastino abbiano origini in comune, essendo entrambi provenienti dallo stesso antichissimo ceppo asiatico). Si pensa sia arrivato in Europa intorno agli inizi del 1600, importato in Olanda dai commercianti delle Compagnie delle Indie di ritorno dalla Cina.

In poco tempo divenne molto di moda tra i regnanti europei, specialmente dopo il matrimonio di Guglielmo II d’Orange e di Enrichetta Maria Stuarda, figlia primogenita di Carlo I, avvenuto a metà del XVII secolo. Il carlino è infatti quel simpatico cane da grembo che si trova in molte le rappresentazioni pittoriche fra le braccia di principesse e regine (ancora oggi è possibile vedere a Hampton-Court il ritratto di re Giorgio III di fianco a un Carlino). Nel 1883 nasce in Inghilterra il primo club del Carlino e nel 1887 viene redatto il primo standard ufficiale della razza.

Il nome

Il Carlino (noto in anche con il nome di Mops che in tedesco starebbe a significare "musetto" o "aspetto corrucciato", e con il nome di Pug o Pug-Dog, che in inglese significherebbe "cosa piccola" o "cane piccolo") prende il nome da una maschera celebre ai tempi di Arlecchino, che si presentava anch'essa rotonda, buffa e con mascherina nera.

Carattere del carlino

Chi è alla ricerca di un compagno vivace e sempre pronto al gioco e all’avventura troverà nel cane carlino una grande soddisfazione.
Si può dire infatti che il Carlino sia un cane dall’umore costante: il suo carattere è tranquillo e allegro. Inoltre, manifesta il suo affetto nei confronti del padrone con un atteggiamento estremamente tenero.

E' un cane dolce, coccolone, intelligente e giocerellone: per questo cane non esistono stranieri, anche se il padrone rimane la persona che preferisce. Tutta questa riconoscenza nei confronti del padrone lo porta però a instaurare un rapporto esclusivo con una sola persona, per cui è indispensabile abituarlo fin da cucciolo a socializzare con tutti gli altri membri della famiglia.
L’insaziabile vivacità del cucciolo è destinata ad assopirsi nel corso degli anni, fino a quando il cane assumerà un atteggiamento pressoché tranquillo: è infatti risaputo che con l’avanzare dell’età, il carlino ama dormire per ore ed ore.

Il suo atteggiamento fa sì che sia tra i cani più consigliati per chi ama viaggiare: se tenuto insieme alla famiglia a tempo pieno non da nessun problema. E’ una razza, senza dubbio, adatta a stare insieme ai bambini: alcuni scrittori lo hanno addirittura definito il “cane giocattolo”, data la sua mole e il suo temperamento.

In breve, si tratta di una razza affascinante sia per la sua particolare morfologia sia per il suo struggente carattere: alcuni padroni di cani carlini dicono che gli atteggiamenti dei loro cani sono molto “umani”. A quanto pare, gli manca solo la parola.

La salute del carlino

Il carlino è un molosso in miniatura, per tanto i problemi di salute che interessano questa razza riguardano sopratutto l'aerea della testa.

Il muso: i suoi occhi prominenti vengono facilmente irritati dalla polvere e dalle correnti d'aria (non bisogna escludere eventuali problemi di palpebra che si arrotola o di ciglia impiantate male). Per queste ragioni gli occhi del cane carlino devono essere tenuti puliti e controllati spesso. Le pieghe della pelle del muso, sopratutto sopra il tartufo, devono essere regolarmente pulite, per evitare che siano veicolo d'infezione. Altro punto debole del carlino sono le orecchie, spesso soggette a otiti e dermatiti: anche per questa parte del corpo, si consiglia una frequente pulizia, per evitare che il problema, se trascurato, si acutizzi.
Non è da sottovalutare neanche la conformazione delle narici, a volte strette o di misura inferiore allo standard: questo difetto può determinare piccoli problemi di respirazione che con il caldo tendono ad accentuarsi. È proprio la forma del naso che causa quel buffo russare che è tipico del cane carlino!

I denti: il carlino, come la maggior parte dei cani di piccola taglia, spesso presenta dei problemi alla dentatura. È quindi necessario controllare che si verifichi il cambio dei denti da latte (normalmente tra il terzo e il settimo mese di vita); se ciò non avviene occorre asportare i denti da latte persistenti.

Gli arti: particolarmente molto diffusa è la displasia dell'anca: una malattia ereditaria che colpisce le articolazioni e che determina una zoppaggine, più o meno evidente, agli arti posteriori.

Per completezza, bisogna citare un’ultima possibile patologia: il cane carlino è soggetto a problemi dermatologici, come dermatiti e micosi.

Rogna rossa: una dermatite molto diffusa in questa razza è la demodicosi, più comunemente chiamata “rogna rossa”. Si tratta di una malattia provocata da un acaro parassita chiamato Demodex canis. Il Demodex vive principalmente nel follicolo pilifero dove si riproduce e causa la caduta del pelo. Non è una malattia contagiosa nè per l'uomo nè per gli altri animali. Il contagio avviene solo nei primi 2-3 giorni di vita del cucciolo durante l'allattamento, per contatto diretto con la madre portatrice della malattia: infatti è visibile sul muso dei cucciolini già a 16 ore di vita. I cuccioli nati per parto cesareo da madri infestate e allontanati subito non contraggono la malattia.
Il parassita può essere presente in numero ridotto nella pelle di molti cani sani, senza per questo dare origine alla malattia. Tuttavia, in alcuni soggetti si moltiplica a dismisura dando la tipica sintomatologia: piccole pustole, arrossamento cutaneo, desquamazione, diradamento del pelo (prima compare sulla testa, sul collo e sui gomiti, poi si estende agli arti e alle zampe).
Si stanno ancora studiando le cause scatenanti di questa malattia; tuttavia sembra ormai accertato che esiste una predisposizione ereditaria legata a questa razza (come a molte altre razze a pelo corto – ad esempio bulldog, boxer, dalmata, bassotto, collie, beagle, pastore tedesco ed altri), così come è constatato che alcuni fattori stressanti o debilitanti (generalmente legati all’età puberale) agiscono sul sistema immunitario abbassandone le difese e favorendo la proliferazione dell’acaro parassita.

Toelettatura del carlino
(modelli di questo paragrafo in ordine di apparizione: Frank, Enea)

L'amico Frank dopo il bagnettoIn natura il cane usa pulirsi da solo grattandosi, leccandosi, rotolandosi...... ma a questo, purtroppo, non basta. Il padrone di un cane carlino ha il compito di conservarne la "bellezza" con una mirata toelettatura del suo amico a quattro zampe.

Cominciamo dal manto: il Carlino, avendo un pelo corto, liscio e fitto, richiede un'accurata, ma non impegnativa toelettatura settimanale, che diventerà più frequente nel periodo delle due abbondanti mute (primavera e autunno).
Per la pulitura del mantello è meglio usare una spazzola in gomma: bisogna passarla contropelo in modo da portare in superficie il pelo morto e i detriti. Fatta questa operazione, con una spazzola in setola si passa tutto il manto, dalla testa alla coda, così da asportare definitivamente gli ultimi rimasugli di sporco. Infine, per completare la pulizia bisogna accarezzare il cane con una pelle di camoscio: dona lucentezza al pelo. Il carlino d'inverno è solito indossare dei simpatici cappottini che, oltre a dare un tocco di frivola eleganza a lui e al padrone, aiutano il manto a proteggerlo dal freddo pungente (anche se alcuni carlini preferiscono di gran lunga il clima freddo all’afa estiva).

L’ora del bagnetto: dopo aver spazzolato il cane e, per precauzione, messo nelle orecchie dei batuffoli di cotone si bagna il mantello del cane con acqua calda, poi si insapona bene con uno shampoo specifico tralasciando la testa ed evitando di schizzare acqua e sapone negli occhi. La testa deve essere insaponata successivamente con un prodotto che non dia bruciore.
Una volta lavato il manto, si risciacqua il cane con acqua calda partendo dalla testa. Frizionare e strizzare il manto del cane con le mani e risciacquarlo nuovamente. Ultimo step: ristrizzarlo perfettamente e avvolgerlo in un asciugamano, frizionando energicamente. Togliere i batuffoli dalle orecchie e asciugarle attentamente.
Se il clima non permette una asciugatura al sole (rigorosamente solo con il solleone estivo!), si deve asciugare il cane con un phon a basso getto d'aria e non molto caldo. È importante in questa fase tener mosso e frizionare il pelo con le mani. Terminata la “messa in piega” bisogna assicurarsi che siano ben asciutti il sotto pelo e la cute e, soprattutto, evitare che alla prima corsa si rotoli per terra!!!

Pulito il manto, la toelettatura continua. Qui di seguito, un breve memorandum delle parti del corpo da tenere pulite:

Enea sotto la doccia
  • Le orecchie: devono essere prive di cerume: si possono pulire con una garza e della soluzione fisiologica, oppure con appositi prodotti consigliati dal veterinario. La pulizia delle orecchie non va mai fatta in profondità, questa la prima regola, ma bisogna pulire solo la parte interna mediale del padiglione e utilizzare una garza nuova per ciascun orecchio.
  • Gli occhi: devono essere brillanti e senza secrezioni mucose. È consigliato utilizzare una garza umida per pulire delicatamente il contorno occhi e la pelle circostante; inoltre sono molto utili gli impacchi di acqua borica e quelli di camomilla.
  • Il naso (tartufo): deve sempre essere freddo e umido.
  • I denti e le gengive: devono essere sani e senza segni di infezioni: i controlli dal veterinario dovrebbero avvenire una volta l’anno - due volte dopo il compimento del 6/7 anno di età – mentre la pulizia, con apposite “polpette”, dovrebbe essere fatta circa una volta alla settimana (questo vale per tutte le razze!!!). In sostituzione delle polpette e se il cane se lo lascia fare si dovrebbero lavare i denti con uno spazzolino morbido e con un dentifricio specifico per cani.
  • Le numerose pieghe cutanee del cane carlino devono presentarsi pulite e prive di irritazioni: per tener lontano gli accumuli di sporcizia e pelle morta, che dimorano indisturbati all’interno di queste pieghe, si consiglia un panno o una garza umidi. Si consiglia inoltre di spalmare nella piega principale del muso un po’ di quella cremina utilizzata normalmente per il sederino dei neonati, in modo da proteggere e ammorbidire la parte interna.
  • Le unghie: devono essere forti e robuste. È importante tenere controllato lo sperone: non poggiando a terra può facilmente incarnirsi. Le unghie vanno tagliate delicatamente cercando di non infierire sulla parte sensibile del cane dove vi sono nervi e vasi sanguigni. Inizialmente si pulisce con cotone umido ogni spazio tra le dita e poi con un tagliaunghie (tronchesino) si taglia l'eccedenza appuntita. Si può anche usare una limetta per unghie per smussare e arrotondare gli artigli.

Se vuoi integrare questa scheda con ulteriori informazioni contattaci a ugo@ugoclub.com